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MAX MONTAINA |
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FOTOREPORTER NATURALISTA / NATURALIST PHOTOGRAPHER |
PROCIONE
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Testi di Alessandra Pelus
Foto di Max Montaina e Alessandra Pelus
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Fin da quando ero bambina ho sempre coltivato un sogno. Era già dentro di me l’amore incondizionato per gli animali, ma uno su tutti ha sempre attirato maggiormente la mia attenzione e il mio amore: il Procione (Procyon Lotor).
Ditemi: chi non ha dei simpatici ricordi per Klin, l’amico inseparabile di Candy Candy, o chi non si è fatto due sane risate davanti ai numeri di Meeko il procione di Pocahontas?
Quando pensiamo al Procione sicuramente pensiamo a un animale abile, astuto, intelligente.
Io posso solo assicurare che l’emozione che mi ha riempito il cuore quando mi sono trovata di fronte a questo animale è indescrivibile.
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| Foto di Max Montaina |
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Foto di Max Montaina |
Mai avrei immaginato che nella mia vita potesse realizzarsi un desiderio così immenso come quello di incontrare questa creatura. E invece tutto è accaduto nell’autunno del 2006 quando ho potuto osservare finalmente il loro comportamento in natura, nel mio lungo viaggio nella meravigliosa terra canadese. Ho impiegato tre interi giorni per poterlo finalmente avere di fronte. Me lo ricordo benissimo, tre giorni di pioggia ininterrotta, tutta zuppa ma non c’era nulla al mondo che mi avrebbe scoraggiato dal vederlo, perché io ero lì finalmente, solo per incontrarlo. Certo, ammetto che dopo tre giorni di pioggia con appostamenti e non vederne neanche l’ombra è stato all’inizio un po’ frustrante, visto che mancavano pochi giorni al mio rientro in Italia, ma il mio istinto mi diceva che ci saremmo ben presto incontrati. E così è stato. Infatti, alla fine del terzo giorno, quando me ne stavo nuovamente tornando a casa, ho visto spuntare da dietro un cespuglio qualcosa che si muoveva, e che subito si è tuffato nel torrente per approdare nell’altra sponda in cerca di cibo. Sono tornata immediatamente sui miei passi e mi sono appostata vicino a un ponticello in legno e lui finalmente era lì, solo per me, finalmente avevo vicino a me il Procione.
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| Foto di Alessandra Pelus |
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Foto di Alessandra Pelus |
Chiamato anche Orsetto Lavatore appartiene alla famiglia dei Procyonidae, alla classe dei Mammalia.
L’orsetto Lavatore ha una lunghezza del corpo di 40- 65 cm e la coda in media misura tra i 25 e i 35 cm, pesa mediamente intorno ai 16- 18 kg, ha il colore della pelliccia che varia dal grigio pallido al nero, la coda presenta anelli scuri dai bordi sfumati, ha piccole orecchie rotondeggianti e ha l’inconfondibile mascherina nera, che tra l’altro gli ha affibbiato il nome di ladro, che circonda gli occhi piccoli ma che li fa sembrare più grandi. Il più grande Procione mai visto pesava oltre i 28 kg, mentre la specie più piccola la si può normalmente trovare nel Sud della Florida.
Gli Indiani d’America conoscevano molto bene questo animale e lo chiamavano “aracconen” che letteralmente significa “colui che gratta con le mani”: da qui deriva il nome americano Raccoon.
La sua distribuzione varia dal Canada all’America Settentrionale fino all’America Centrale. Lo possiamo trovare quasi in ogni Stato americano. Solo nel 1900 il Procione è stato introdotto in Europa, in particolar modo nei territori della Germania ed Europa Settentrionale. Poi con gli anni il Procione ha ampliato il suo territorio europeo raggiungendo alcuni Paesi del Centro Europa.
Generalmente il suo habitat varia e vive abitualmente nei deserti, foreste tropicali temperate e conifere, vicino a laghi e torrenti fino alle aree urbane.
Il clima migliore per il Procione è il clima del nord-America con aria fresca ma temperata.
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| Foto di Max Montaina |
E’, infatti, in primavera che l’Orsetto Lavatore lascia la sua tana per iniziare un nuovo anno. Più freddo e lungo è l’inverno, più grande è la sua fame in primavera.
E’ proprio in primavera che l’istinto dell’accoppiamento si fa più pressante della fame. Un maschio percorre fino a 5 miglia al giorno per trovare una femmina. Solitamente, un ruscello è un ottimo posto per soddisfare entrambi gli appetiti.
Il Procione maschio quando incontra una femmina le cammina intorno impettito. Quando la femmina cerca di avvicinarsi, il maschio fa un balzo per uscire dalla sua presa cercando, poi, un modo per riavvicinarsi. E’ così che poi la femmina si rifiuta di essere ricettiva e quindi l’approccio del maschio si fa più diretto. Il Procione americano è molto perseverante.
I Procioni, solitamente sono animali solitari ma stanno insieme per un po’ durante il periodo dell’accoppiamento condividendo lo stesso territorio in un rapporto non facile. Quando si separano il maschio va in cerca di una nuova compagna. La femmina si accoppia una solo volta per stagione. Dopo l’accoppiamento la femmina penserà solo ad aumentare di peso preparandosi per la nascita dei piccoli. Il periodo di gestazione è breve, di solito tra i 60 e i 73 giorni.
La femmina partorisce i piccoli nel cavo di un albero. La media di ogni figliata e di 4 cuccioli. I cuccioli non saranno in grado di vedere per quattro settimane ma fino ad allora riusciranno a trovare le mammelle della madre grazie al loro senso del tatto che si sviluppa molto rapidamente. La madre li alletterà per parecchi mesi.
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| Foto di Alessandra Pelus |
E’ nelle ultime ora del giorno che la madre si allontana dalla tana per procurarsi il cibo. Nei primi mesi i piccoli osservano la madre allontanarsi da sola in quanto non conoscono ancora bene il mondo per poterla seguire: quel mondo ancora troppo insiduoso e pieno di predatori pericolosi per loro.
Quando hanno dieci settimane i cuccioli sono pronti per lasciare la tana.
Intanto il maschio del procione in tutte queste settimane non si preoccupa minimamente dei suoi cuccioli, non se ne cura e non ha neanche idea di quanti cuccioli ha partorito la femmina. Per lui la cosa più importante è trovare il cibo.
Verso la fine di giugno i piccoli procioni fanno le loro prime incursioni alla ricerca di cibo. Benché le attività del Procione siano soprattutto notturne spesso cominciano le loro incursioni di giorno.
Solitamente una delle prime avventure fuori dalla tana dei piccoli procioni è lungo un ruscello dove è la madre che li porta e dove vedranno per la prima volta l’acqua. E’ qui che scoprono tutta una nuova serie di sensazioni e un nuovo regno per giocare. E’ nell’acqua bassa del ruscello che la mamma procione cerca delle lumache e i cuccioli la imitano cibandosi per la prima volta.
Quando l’estate raggiunge il culmine i piccoli sono già indipendenti, non stanno più attaccati alla madre. A quattro mesi i cuccioli sono già completamente svezzati e pronti a procacciarsi il cibo da soli; sono in grado di catturare girini e cavallette e di raccogliere bacche dai cespugli.
La madre continua ancora per alcuni mesi a giocare con i cuccioli ma con l’arrivo dell’autunno la famiglia comincerà a sciogliersi e i giovani procioni trascorreranno parte del loro tempo da soli o a coppie e si prepareranno al comportamento della vita solitaria tipica degli adulti.
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| Foto di Alessandra Pelus |
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Foto di Max Montaina |
Nel Sud le famiglie dei procioni si separano completamente in autunno mentre nel Nord i primi geli tendono a riunirle, dove i giovani procioni condivideranno la loro tana invernale con la madre. Tutti i Procioni in autunno aumentano di peso e si preparano per la stagione invernale.
E’ in inverno che il Procione va in letargo, ma il suo letargo non è totale. In alcuni giorni si sveglia ed esce dalla tana per mangiare e bere, per poi tornare al dolce dormire fino ad aprile- maggio.
Una tra le specie forse meno conosciuta è il Cane Procione. Molto simile nell’aspetto al Procione americano ha la medesima “maschera da rapinatore” che circonda gli occhi, il muso bianco, le zampe sono nere e lucide ma a differenza del procione americano che ha 4 dita il Cane procione ne ha 5 e la coda pelosa tipicamente striata del cugino Americano è di colore uniforme nel Cane Procione. Il suo parente più prossimo per quanto si possa credere è la volpe.
Questo animale è stato per anni allevato in cattività soprattutto nel territorio Russo. E’ sempre stato apprezzato per il suo pelo che ne ha determinato come per molte altre specie d’animali una caccia forsennata e questo ne ha di conseguenza portato a una diminuzione molto accentuata. Allevato in cattività alle volte il suo mantello è bianco.
E’ sempre stato molto numeroso in Giappone dove viene chiamato Tanuki e dove storicamente è sempre stato considerato un animale soprannaturale; mentre è quasi totalmente scomparso in Cina. Si è rapidamente diffuso in parti dell’Europa settentrionale dove è stato introdotto, ma negli ultimi anni si è espanso in quasi tutta Europa fino a addirittura alle nostre Alpi. E’ stato, infatti, fotografato per la prima volta in Italia dall’Università di Udine nella Riserva di Socchieve in Carnia.
Il Cane Procione ha una lunghezza del corpo che varia tra i 50 e i 60 cm e la coda raggiunge i 18 cm.
A differenza del Procione Americano il Cane Procione appartiene alla famiglia dei Canidae, e appartiene alla specie Nyctereutes procyonoides. Il Cane Procione è un animale poco aggressivo, preferisce nascondersi che combattere e le poche lotte in cui si avventura avvengono tra maschi per la conquista della femmina, e quando viene attaccato spesso si finge morto.
E’ unico perché è un bravo arrampicatore e banchetta in autunno prima di andare in letargo in inverno.
Anche il Cane procione ha una gestazione tra i 60 e i 65 giorni e partorisce tra i 4 e i 12 cuccioli, ma a differenza del Procione Americano il maschio del Cane Procione si prende cura dei piccoli. I cuccioli all’età di 50 giorni vengono svezzati ed è all’età di un anno circa che diventano sessualmente maturi.
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| Foto di Max Montaina |
Il Cane Procione appartiene alla famiglia degli onnivori e non disdegnano i rifiuti e le carcasse di animali morti per cibarsi, anche se naturalmente si cibano soprattutto di rane, lumache, gamberi ma diciamo che il nome di “ onnivoro opportunista” rende l’idea di come quest’animale mangia tutto ciò che è disponibile.
Invece, il Procione, che conta circa 40 denti, può cibarsi di qualsiasi cosa come frutta, radici, germogli, noci, appartiene, infatti, all’ordine degli carnivori, ma preferisce i cibi acquatici come rane, pesci, gamberi, lumache. Il palato di questo simpatico animale è poco esigente e lo porta anche a cercare cibo nelle aree urbane fra i bidoni dei rifiuti.
Eccezionale è osservare le sue zampe che sembrano vere e proprie mani, che gli permettono di manipolare qualsiasi cibo con estrema agilità. Infatti, le zampe anteriori sono straordinariamente sensibili e agili.
Il Procione riesce a procacciarsi il cibo in acqua con notevole rapidità, non ha bisogno di guardare le proprie prede in acqua, può fidarsi dell’istinto delle proprie zampe. Infatti, i biologi sostengono che le zampe anteriori del Procione sono l’organo più sviluppato in assoluto di tutti i mammiferi, compreso l’uomo, sono così specializzate che a ogni dito corrisponde una parte speciale del cervello dell’animale.
Il mito più comune è che i procioni lavino il cibo prima di mangiarlo. In realtà, essi amano nutrirsi nell’acqua. L’acqua rende la pelle delle zampe più sensibili.
Quest’animale è meticoloso con il cibo e lo mastica sempre molto attentamente. Spettacolare è poter osservare il divertimento che offrono i vari procioni che litigano l’uno con l’altro per accaparrarsi il cibo, inarcano la schiena, appiattiscono il loro corpo e abbassano il loro muso per sembrare più grossi e spaventare il rivale. Sono proprio buffi se penso che di cibo ce n’è per tutti. Ma l’istinto di questo animale è quello di appropriarsi della maggior quantità di cibo con meno fatica possibile.
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| Foto di Alessandra Pelus |
Grazie al loro istinto di cacciatori e pescatori hanno pochi nemici naturali e sopravvivono tranquillamente alla loro vita selvatica.
Solo negli ultimi decenni la foresta si è dimostrata non abbastanza completa per questo animale intelligente che ha, di conseguenza, sviluppato un istinto più civilizzato. Infatti, il Procione si è diffuso nei Paesi dell’ America dell’ovest dove si è insidiato meglio in quanto non è un animale predatore o cacciatore. Tutto quello che chiede è un albero, acqua e qualche facile caccia. Ma l’uomo, come ben possiamo constatare dagli ultimi decenni, è sempre più avido di potere e la sua invasione nel territorio naturale ha portato molte specie animali, tra cui proprio il procione, a non aver più abbastanza territorio selvaggio per la propria vita tranquilla.
Da sempre considerato un animale cattivo dagli uomini il Procione si è dimostrato invece un animale importuno, talvolta aggressivo per difesa, ma non cattivo. E’ sicuramente una difficile preda da accarezzare nonostante il folto pelo che lo fa sembrare una dolcissima palla morbida, è un animale a cui piace non essere importunato pena un morso che di certo non lascia indifferenti visti i suoi denti aguzzi.
Purtroppo i procioni sono in grado di scassinare i bidoni più protetti. Gli agricoltori sanno bene che questi animali amano le uova e mangiano anche i pulcini quando riescono a prenderne. Infatti, se si ha l’opportunità di osservarlo quando entra in un pollaio non bada ai polli perché non ama animali che deve catturare, è troppo pigro e un animale da catturare costa troppo sforzo fisico.
E’ così che molti uomini hanno ceduto e ora danno apertamente loro da mangiare.
Un po’ per egoismo un po’ per amore innocente ora in molte case americane il Procione è tenuto in casa come un animale domestico. Ma io stessa, che ho sempre avuto il sogno di poterlo avere, dopo che li ho potuti osservare nel loro habitat naturale ho capito che un animale nato in natura com’è il Procione, deve vivere altrettanto liberamente e che solo un ruscello, un bell’albero, e tanto cibo fa la felicità di questa creatura meravigliosa.
Il Procione era sempre stato considerato in America una specie protetta. Solo negli ultimi anni, con l’aumento delle aree urbane che hanno ristretto il loro habitat naturale, hanno portato gli uomini a volerli uccidere per far più spazio alla civiltà in espansione. Ma il contatto diretto con le aree civilizzate ha portato il procione al rischio di malattie infettive come la rabbia.
Con gli anni il Procione è entrato nella tradizione del Paese Americano. La pelle di Procione è stata usata per pelli e coperte e in alcuni Stati del Nord la pelliccia era fonte di denaro.
E’ a Sud, invece, dove esisteva già la caccia al procione che ci sono cani addestrati per inseguirli, i cosiddetti: “ Coon dogs”. I Procioni dal canto loro, essendo animali di notevole abilità e intelligenza hanno i loro trucchi contro questi cani: ripetono la strada che hanno percorso in senso inverso, la percorrono per alcuni tratti nei ruscelli e spesso saltano di albero in albero.
L’incontro con questo animale un po’ impudente, furbo e scaltro ma altrettanto meraviglioso è stato il regalo più bello che la vita potesse offrirmi, perché per una persona che ama la natura e ogni forma di essere vivente più di qualsiasi cosa, poter realizzare il proprio sogno di trovarsi circondata da ben 14 procioni che giocano sugli alberi, che nuotano nei ruscelli o che si azzuffano per un po’ di cibo è stata una delle emozioni più forti e più toccanti che la vita mi ha mai dato.
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ALESSANDRA PELUS
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